Non so quanto capiti agli altri, a me a volte in questo periodo e anche in altri meno affollati di pensieri. Prende improvvisamente e nella mia mente c’è una serie di immagini che scorrono come impazzite. Ricordi sottoforma di immagini che vanno dal minimo particolare di un lenzuolo al singolo capello alla singola parola. Non so come, nè so come mai, ma fa tutto uno strano effetto. Senza rendermene conto viaggio dentro a cose che avevo lasciato in una scatola, nascosta al campo dei ricordi, nella mia testa. Poi puff, eccola riapparire, un po’ impolverata e pronta da rispolverare. Una scatola, magari quella di una vecchia confezione di biscotti che ha più da raccontare che di molte persone della propria vita. Era lì nascosta nella mia testa e adesso mi fa ricordare di cose che, a dirla tutta, magari non pensavo nemmeno di aver registrato. Cose semplici, minuscole, come la minima onda sul lungomare che sbatte e si distrugge, si infrange totalmente sulle rocce. Quello che è, in fondo, è un qualcosa che sai che in fondo nella scatola tornerà ed è un peccato, perchè sono cose che, metti per una improvvisa muffa che colpisce l’angolino dove la lasci, metti per un sovraccarico di pensieri, magari viene eliminata, oppure semplicemente sommersa da altre scatole, perchè comunque chissà quante altre scatole di quelle dovrò fare ancora prima di trovare un modo per sistemare ciò che importa. Ma intanto ci sono ancora tramonti, profumi (che rendono anche nelle immagini), treni, scarpe, canzoni, film che prima di mandare al dimenticatoio voglio rivedere, almeno un’altra volta.
In fondo per tutto c’è una strada in salita all’inizio. Il difficile (a volte quasi impossibile) è arrivare su, con il fiatone, sudati e stanchi, magari. Poi a scendere è tutto più semplice, ciò che va su deve tornare giù, veniva detto condito da un po’ di karma fino a un po’ di tempo fa. Basta non dimenticarsi proprio di tutto, le scatole le puoi sempre fare e rivedere e svuotare e riempire, ma dipende sempre e soltanto da ciò che realmente si voglia. E io, credo che quando la scatola è stata chiusa con lo scotch, è il caso di non pensarci più. Come qualche semplice proprietà da ricordarsi e che poi rimane lì sottopelle pronta ad uscire quando meno te lo aspetti e più ti serve, anche quel cubo di cartone lo saprai ritrovare se ci sarà bisogno. Chissà, davanti c’è un quaderno aperto e tanto tanto inchiostro da usare.
“potrai sempre dire che non era più il tempo o che forse era un mondo sbagliato”

