Funziona così: sono nato a faenza, una bella città nel cuore della romagna. Sento di appartenerci, anche se le mie origini sono napoletane (e anche a queste sono molto legato, dato che tutti i miei parenti sono ancora là). E questa storia del viaggiatore statico nasce tanto tempo fa, quando ero piccolo, quattro anni, perchè andammo a prendere (all’uscita dell’autostrada) dei parenti che ci vennero a trovare da fuori; io, per quanto in quel punto ci fossi passato già più volte di quante ne possa immaginare, ma senza ricordarlo, chiesi nell’attesa a mia mamma dove fossimo. Lei mi spiegò che era l’uscita dell’autostrada e che quindi quasi sicuramente qualcuno che viene da lontano lo si va a prendere là. Allora le chiesi se fossimo realmente a Faenza o ci fossimo spinti ancora più fuori (dato che la strada di Granarolo in un modo o nell’altro la riconobbi); la sua risposta fu che eravamo ancora a Faenza, solo poco più fuori e questo lo testimoniava il cartello con scritto Faenza -> 1, per indicare il km che ci separava dal centro. Rimasi colpito da quel cartello e sorrisi. Il secondo punto invece è inerente ad una cosa molto più attuale: spesso capita di andare a napoli per stare coi nonni e i parenti, quali cugini, zii e chi altro è di famiglia, così come capita, almeno una volta l’anno (si spera) di partire per le vacanze estive. Premettendo che sono una persona che si innamora davanti ai documentari di mete di viaggio da sogno e starebbe ore davanti al computer guardando foto di luoghi in cui vorrei essere, ogni volta che si deve partire, mi sento un po’ triste dentro. E’ qui che nasce propriamente il discorso del viaggiatore statico: sono un viaggiatore, perchè alla fine viaggio “tanto”, ma statico, perchè finisce sempre che o viaggio con la mente o viaggio seriamente con un po’ di tristezza nel cuore.
Questo blog è nato il 31 Dicembre 2005, mi accompagna dai bei tempi di msn, e contiene anche dei pensieri passati (probabilmente formattati male perchè provenienti da un’altra piattaforma), ha trascorso ben 6 anni ad ora ed è passato attraverso amicizie, amicizie travagliate, cotte, cottarelle, una relazione importante (iniziata e anche finita), momenti d’ansia, momenti di felicità, momenti di tristezza, momenti di malinconia.
Non fate caso se nei primi interventi ho osato usare delle k al posto del ch, me ne vergogno un po’, ma sono stato un pre-adolescente anche io!
Questo blog racconta un po’ la mia crescita tutto sommato e sono contento che dopo tanto tempo trovi ancora la voglia di mettere giù due parole!
