Apro la finestra, e guardo su, ma le stelle in cielo non ci sono.
Non posso fare a meno di allontanarmi un attimo dai libri e da quella stramassa di fogli che ricopre ogni cosa sulla mia scrivania.
Formule chimiche, equazioni cinetiche, equilibrio chimico, calcoli di moli e di quantità di energia spesa per formare un composto. Per non parlare di reazioni di ossidoriduzione e qualche altro esercizio di cui al momento non ho coscienza.
Il fatto è che in quel disordine ci vedo un po’ quello che ho al momento, solo tanto disordine. La gente, se si fa sentire come sempre, è perchè ha bisogno, non per altro. E tutti quei fogli sono là e simboleggiano un esame che è arrivato troppo presto (solo una settimana per studiare) e che mi porterà quasi sicuramente all’avere delle lacune appena sarò davanti al foglio.
Allora apro la finestra e guardo su, il freddo mi arriva subito addosso, addosso a me che sono appena con una maglia di cotone a maniche lunghe perchè a furia di dimenarmi e scrivere e sassare fogli su altri fogli, chissà come, mi scaldo e quindi niente felpa.
Ma le stelle non ci sono. Anche loro, ogni tanto, vogliono starsene per conto proprio.

